" Mi sono imbattuta in Save the children per caso, prima non sapevo della sua esistenza né come associazione né come volontariato. Parlando con delle amiche, che avevano partecipato già a qualche iniziativa, mi sono avvicinata al gruppo volontari di Pisa, dove Francesca, la nostra referente, mi ha spiegato come è nata l'associazione, di cosa si occupa e delle varie iniziative che coinvolgono noi volontari. Mi è piaciuto l'ambiente che ho trovato dove noi volontari siamo attivi e partecipi nel far conoscere l'associazione e nel raccogliere fondi per progetti che riguardano anche l'Italia e non solo i paesi poveri come qualcuno può pensare. Questo spirito di iniziativa mi ha convinto a continuare in quest'opera di volontariato. "
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martedì 18 giugno 2013
Testimonianza n°5
LA TESTIMONIANZA DELLA VOLONTARIA SIMONA
" Mi sono imbattuta in Save the children per caso, prima non sapevo della sua esistenza né come associazione né come volontariato. Parlando con delle amiche, che avevano partecipato già a qualche iniziativa, mi sono avvicinata al gruppo volontari di Pisa, dove Francesca, la nostra referente, mi ha spiegato come è nata l'associazione, di cosa si occupa e delle varie iniziative che coinvolgono noi volontari. Mi è piaciuto l'ambiente che ho trovato dove noi volontari siamo attivi e partecipi nel far conoscere l'associazione e nel raccogliere fondi per progetti che riguardano anche l'Italia e non solo i paesi poveri come qualcuno può pensare. Questo spirito di iniziativa mi ha convinto a continuare in quest'opera di volontariato. "
" Mi sono imbattuta in Save the children per caso, prima non sapevo della sua esistenza né come associazione né come volontariato. Parlando con delle amiche, che avevano partecipato già a qualche iniziativa, mi sono avvicinata al gruppo volontari di Pisa, dove Francesca, la nostra referente, mi ha spiegato come è nata l'associazione, di cosa si occupa e delle varie iniziative che coinvolgono noi volontari. Mi è piaciuto l'ambiente che ho trovato dove noi volontari siamo attivi e partecipi nel far conoscere l'associazione e nel raccogliere fondi per progetti che riguardano anche l'Italia e non solo i paesi poveri come qualcuno può pensare. Questo spirito di iniziativa mi ha convinto a continuare in quest'opera di volontariato. "
martedì 21 maggio 2013
L'isola che non ci sarà
In Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà. Il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1 milione e mezzo vive in territori avvelenati. Il 40% dei giovani è senza lavoro e molti non riescono a formare una famiglia o lasciare la casa dei genitori. Questo è ciò che emerge dal rapporto L'isola che non sarà, lanciato in occasione della campagna Allarme Infanzia.
VISUALIZZA IL RAPPORTO
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sabato 4 maggio 2013
Testimonianza n°4
LA TESTIMONIANZA DELLA VOLONTARIA LAURA
" In Tunisia durante un'escursione ci vietarono di dare soldi ai bambini che mendicavano per strada. Io ero poco più che una bambina ma non scorderò mai la ressa di bambini che si accalcava intorno al nostro gruppo.
A distanza di anni ho capito che un piccolo gesto può cambiare tante cose. E sono fermamente convinta che se tutti ci impegniamo, se tutti facciamo un piccolo gesto, se tutti allunghiamo una mano verso quei bambini che ci guardano col naso all' insù, quel piccolo gesto può diventare un gesto veramente significativo, e avremo la possibilità di cambiare realmente qualcosa.
" In Tunisia durante un'escursione ci vietarono di dare soldi ai bambini che mendicavano per strada. Io ero poco più che una bambina ma non scorderò mai la ressa di bambini che si accalcava intorno al nostro gruppo.
A distanza di anni ho capito che un piccolo gesto può cambiare tante cose. E sono fermamente convinta che se tutti ci impegniamo, se tutti facciamo un piccolo gesto, se tutti allunghiamo una mano verso quei bambini che ci guardano col naso all' insù, quel piccolo gesto può diventare un gesto veramente significativo, e avremo la possibilità di cambiare realmente qualcosa.
Ecco perchè ho deciso di far parte di Save the Children"
giovedì 4 aprile 2013
Testimonianza n°3
LA TESTIMONIANZA DELLA VOLONTARIA MARTINA
"Perché ho scelto Save the Children?
Perché trovo assolutamente ingiusto che milioni di persone
vivano nel superfluo mentre nei paesi del terzo mondo si combatta ogni giorno
contro la fame, l’ignoranza, la miseria, le malattie di massa.
Ho scelto Save the Children perché amo i bambini e grazie a
questa associazione spero, nel mio piccolo, di poter far qualcosa per loro, anche da lontano. Save
the Children opera in 120 paesi per garantire a tutti i bambini salute, sviluppo
economico e sicurezza alimentare e da più di 10 anni lavora in Italia per
proteggere i minori.
Faccio volontariato perché sarebbe l ‘ora che cambiasse
qualcosa, perché di fronte a questa realtà non si può restar fermi a guardare.
Inoltre, se non dedicassi un po’ di tempo alle altre persone del
mondo, pensando solo a me stessa, la mia non si potrebbe chiamare
vita.
Spero con queste mie poche righe di riuscire a far
riflettere qualsiasi persona che per caso o per volontà venga a leggere questo
blog.
Lo so che sono solo una piccola goccia in un oceano, però è
altrettanto vero che un oceano è formato da tante piccole gocce…"
venerdì 15 marzo 2013
DUE ANNI dall’ inizio del conflitto in Siria
BAMBINI SOTTO TIRO
Due milioni di bambini intrappolati all’interno del territorio siriano sono vittime innocenti di un conflitto sanguinario che ha già fatto 70.000 vittime. Malnutrizione, malattie, gravi traumi e matrimoni precoci per le ragazzine sono ormai un rischio costante in Siria. Dopo due anni di violenze che non hanno fine nel paese, il nuovo rapporto dell’Organizzazione denuncia l’impatto devastante della guerra sui bambini, che faticano a trovare il cibo, a decine di migliaia sono costretti a vivere nascosti in fienili, parchi o nelle grotte, senza servizi igienici, e senza scuola, perché la gran parte degli insegnati sono fuggiti.
venerdì 8 marzo 2013
Testimonianza n° 2
LA TESTIMONIANZA DELLA VOLONTARIA BERENICE
"Spesso mi capita di pensare a quante sfortune si abbattono su
di me e sulla mia vita, ma subito mi rendo conto di quanto invece io sono
fortunata rispetto a tante altre donne, uomini e bambini.
E’ per questo che
trovo l’attività del volontariato un buon modo per riflettere su tante cose che
spesso diamo per scontate, per dimostrare solidarietà verso chi è meno
fortunato di noi, perché infondo noi siamo soprattutto cittadini del mondo! e dovremmo
avere cura e interesse del nostro pianeta e soprattutto dei suoi abitanti e dimostrare solidarietà nei confronti del prossimo!
Grazie all’ attività con Save the Children, ho, per prima cosa, preso coscienza di tante cose
che tutti dovrebbero conoscere e sul quale dovrebbero riflettere più spesso,
e con tante e diverse attività ho cercato di aiutare, facilitare, migliorare il
lavoro che gli operatori di Save the Children svolgono ogni giorno in Italia e
all’ estero, per cercare di migliorare le condizioni di vita dei bambini di tutto il mondo, che dovrebbero rappresentare il futuro e non la povertà, la miseria e lo sfruttamento"
domenica 3 marzo 2013
CAPITOLO 1 Immaginando Eglantyne
Come stavamo dicendo nonostante
non abbia mai avuto figli e non abbia mai dimostrato di gradire particolarmente
la compagnia dei bambini, Eglantyne è riuscita non solo a salvare milioni di
loro abbandonati alla fame in seguito alle devastazioni della Prima Guerra
Mondiale, ma ha anche definitivamente cambiato lo sguardo degli adulti sul
mondo dell’infanzia. L’importanza del suo ruolo nella realizzazione di tutto
questo è testimoniato dalla sua immensa eredità: Save the Children, la più grande organizzazione indipendente che
opera in tutto il mondo per l’attuazione dei diritti dei bambini e delle
bambine, e il riconoscimento di questi stessi diritti da parte delle Nazioni
Unite che oggi li sanciscono in una dichiarazione ratificata da quasi tutte le
nazioni del mondo. Nonostante l’enormità del debito che abbiamo nei suoi
confronti, oggi però la sua storia è poco conosciuta. L’affermazione può
sembrare paradossale eppure è la sua stessa biografa a rivelarlo, indicando in
una fotografia, un paragrafetto a lei dedicato sul sito web
dell’organizzazione, nella sua vecchia macchina da scrivere e nel nome di una
sala riunioni, tutto ciò che della sua memoria restava nella sede di Save the Children in cui lei stessa
operava.
Nel primo capitolo del suo libro
Clare Mulley ci racconta il suo primo vero incontro con Eglantyne. In quel
periodo si stava occupando di un campagna di raccolta fondi per Save the Children che si presentava
particolarmente difficile. Il problema non era tanto nei programmi proposti,
quanto piuttosto nel fatto che la gente aveva cessato di ascoltare. Le
organizzazioni umanitarie in favore dei bambini si erano moltiplicate, ma i
grandi donatori cui potersi rivolge erano grosso modo gli stessi e questi
cominciavano a sentirsi oppressi e a rifiutarsi di prestare aiuto. Come
conseguenza dopo qualche settimana in cui continuava a ricevere solo rifiuti,
Clare cominciava a dubitare e a scoraggiarsi fino a quando una frase di
Eglantyne cambiò completamente la sua prospettiva: “il mondo non difetta di
generosità, bensì di immaginazione e per di più è tremendamente occupato”.
Rendere le persone consapevoli e partecipi dei problemi, questa era la
genialità di Eglantyne.
Clare scoprì così che la
genialità di Eglantyne era racchiusa nella sua capacità di catturare
l’immaginazione della gente rendendoli al tempo consapevoli dei problemi
dell’umanità e fiduciosi di poter contribuire personalmente alla loro
risoluzione. Fu proprio per questa scoperta che la Murrey si meravigliò ancor
di più dell’oblio in cui la sua memoria era caduta. Le prime notizie sulla vita
privata di Eglantyne che la sua nuova biografa riuscì a reperire, erano
contenute in una scheda, compilata dagli archivisti di Save riguardante le Trentaquattro cose che non sapete di
Eglantyne Jebb. Scorrendola venne così a conoscenza di alcuni aspetti
curiosi della sua personalità quali il suo temperamento estremamente
battagliero da bambina, o la sua enorme distrazione da adulta tale da farle
dimenticare persino la meta dei suoi spostamenti. Adorava le arrampicate in
montagna e ballare e si dedicava alla scrittura di pessimi romanzi d’amore,
ebbe molte delusioni sentimentali e non fu certo la migliore raccoglitrice di
fondi! Si trattava dunque di un’eroina piuttosto fragile, e forse proprio per
questo molto più simpatetica. Ma fu solo nel 2001 quando sospese il lavoro per
la maternità, che la Murrey decise di approfondire la conoscenza.
Il primo scritto biografico su
Eglantyne risale a due anni dopo la sua morte e fu redatto con la
collaborazione della sorella Dorothy. Il libro era intitolato La fiamma Bianca a sottolineare il
grande fervore e l’incredibile ammirazione che Eglantyne aveva per il suo
lavoro. Successivamente comparvero altri scritti per lo più poco noti dai quali
si può tuttavia ricavare una cronologia degli avvenimenti principali della sua
vita. Ciò che salta maggiormente agli occhi è il suo interesse per le
problematiche sociali e la volontà di intervenire attivamente in esse che la
portarono a sperimentare diverse forme di volontariato. In particolare risulta
costante la lotta nei confronti delle idee conservatrici e delle leggi
oppressive dell’epoca in cui visse. Dotata di un indubbio carisma riuscì a
portare dalla sua parte non solo l’aristocrazia inglese, ma perfino il Papa e i
governi bolscevichi. Costante fu il suo impegno nell’ informare l’opinione
pubblica di quale fosse la reale situazione sociale, sfidando la censura
governativa fino all’ arresto. La forza nel portare avanti i suoi progetti risulta
tanto più ammirevole se si pensa al clima di sottomissione culturale e
giuridica in cui le donne dell’epoca erano costrette a vivere, escluse
dall’ istruzione e dal mondo del lavoro, relegate al solo ruolo di moglie e
madri, avevano come unica possibilità di affermazione sociale il contrarre un
buon matrimonio, ma anche in questo caso il miglioramento era solo effimero
perché all’ autorità paterna non si sostituiva la libertà individuale, ma un
nuovo padrone: il marito.
Considerando tutto questo viene
dunque spontaneo domandarsi perché mai Eglantyne abbia tenacemente coltivato il
suo obbiettivo arrivando perfino a danneggiare la sua salute. Perché non ha
scelto la strada canonica dell’affermazione sociale: perché non si è sposata?
perché non ha avuto figli? Sappiamo che soffriva di instabilità emotiva, come
molte donne all’ epoca e quale logica conseguenza del clima di repressione in
cui erano costrette a vivere, ma chi era in realtà Eglantyne?
domenica 24 febbraio 2013
L' Atlante dell' Infanzia (a rischio)
Oggi vi facciamo partecipi di una delle innumerevoli pubblicazioni di Save the Children :
L’Atlante raccoglie, elabora, e analizza un’ampia serie di dati e di indicatori specifici del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Vuole fornire una fotografia di insieme delle condizioni di vita e di salute dei minori italiani, prestando particolare attenzione alle aree del rischio. È insieme uno strumento di studio e un’agenda di lavoro per tutti coloro che hanno a cuore il futuro del paese.
Bambini sempre più fragili e poveri di futuro, esposti a sfide sempre più difficili. Neonati e già con un' ipoteca di 3.500.000 euro di debito pubblico a testa, il più alto d'Europa. Destinati ad essere sempre meno nel prossimo futuro, con sempre meno peso politico. E' questo il messaggio più forte sotteso al terzo "Atlante dell'Infanzia (a rischio)" di Save the Children.
per consultare l'intera pubblicazione: Atlante dell'infanzia
" L'ATLANTE DELL'INFANZIA (A RISCHIO)"
L’Atlante raccoglie, elabora, e analizza un’ampia serie di dati e di indicatori specifici del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Vuole fornire una fotografia di insieme delle condizioni di vita e di salute dei minori italiani, prestando particolare attenzione alle aree del rischio. È insieme uno strumento di studio e un’agenda di lavoro per tutti coloro che hanno a cuore il futuro del paese.
Bambini sempre più fragili e poveri di futuro, esposti a sfide sempre più difficili. Neonati e già con un' ipoteca di 3.500.000 euro di debito pubblico a testa, il più alto d'Europa. Destinati ad essere sempre meno nel prossimo futuro, con sempre meno peso politico. E' questo il messaggio più forte sotteso al terzo "Atlante dell'Infanzia (a rischio)" di Save the Children.
per consultare l'intera pubblicazione: Atlante dell'infanzia
lunedì 18 febbraio 2013
Testimonianza n°1
LA TESTIMONIANZA DELLA VOLONTARIA FRANCESCA
"Perché ho scelto proprio Save the Children? Non so ...
Forse perché come donna mi piace l'idea di contribuire
al sogno di un'altra donna, Eglantyne Jebb,
che fondando Save the Children ha salvato milioni di bambini.
Forse perché amo i bambini,
e se potessi creerei per loro un mondo incantato
Forse perché amo i bambini,
e se potessi creerei per loro un mondo incantato
fatto di amore, rispetto e protezione dove nulla potesse oscurare
lo splendore immenso dei loro occhi.
Ma forse perché ho sviluppato la consapevolezza che solo agendo
Ma forse perché ho sviluppato la consapevolezza che solo agendo
di concerto con gli altri, il mio amore può raggiungerli tutti,
perché là dove le mie mani non potranno mai arrivare,
ci sarà la mano di un altro volontario e così attraverso gli altri
potrò prendermi cura anche di quel bambino lontano e
sarà per me come stringere tra le mie braccia tutti i bambini del mondo.
Per questo ho scelto Save the Children: perché attraverso
la collaborazione mondiale il mondo si trasformi
in braccia accoglienti per tutti i bambini."
mercoledì 13 febbraio 2013
Perché la biografia di Eglantyne Jebb
Guardando quanto e come Save
the Children si è diffusa nel mondo, non possiamo fare a meno di pensare
che la persona che l’ha creata dovesse essere animata da un amore assoluto e
incondizionato verso i bambini. Probabilmente sapendo che era una donna ce la
immaginiamo madre affettuosa di molti figli. Niente di più falso! Certo
Eglantyne Jebb doveva possedere una carica umana fuori dal comune, ma molte
delle nostre fantasie sono solo frutto di stereotipi sociali e non corrispondono
alla realtà storica. Infatti a discapito di tutte le consuetudini sociali
dell’epoca Eglantyne non solo non ebbe figli, ma nemmeno si sposò! E come se
ciò non bastasse per scandalizzare la nostra immaginazione, non era nemmeno
particolarmente “amante” dei bambini. Li definiva “piccoli miserabili” e
aggiungeva che la sola idea di una stretta vicinanza fisica con loro le
sembrava impossibile. Eppure con il suo “impegno a distanza” è riuscita a
salvarne milioni. Una domanda sorge spontanea: ma chi era dunque questa donna?
cosa l’ha spinta a fare tutto ciò che ha fatto?
È per rispondere a questi interrogativi che abbiamo deciso di
intraprendere la lettura di un libro molto particolare The Woman Who Saved the Children. A Biography of Eglantyne Jebb Founder
of Save the Children scritto da Clare Mulley e non ancora tradotta in
italiano. Quello che vi proponiamo in questa sezione del blog è un riassunto,
fedele e accurato, capitolo per capitolo, di questa straordinaria storia. Ogni
settimana posteremo su questa pagina una parte della sua vita, come in un
romanzo d’appendice, solo che questa non sarà una storia inventata, ma concreta
e reale quanto possono essere i risultati che nascono dalla volontà umana!
Siete pronti? E allora partiamo alla scoperta di Eglantyne Jebb e della sua
creatura: Save the Children.
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